La chiesa di Mario Bacciocchi viene inaugurata nel 1955 e si trova nel quartiere direzionale diMetanopoli a San Donato Milanese. La facciata policroma richiama le cattedrali toscane, mentrel’interno è dominato dal mosaico di Vincenzo Tomea, illuminato da un grande lucernario.L’aula assembleare presenta un soffitto ribassato con pannelli di Andrea Cascella ed ècircondata da un matroneo con cappelle. Gli arredi e i portali d’ingresso in bronzo sono realizzatidai fratelli Pomodoro

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Impianto urbanistico e contesto di riferimento

La chiesa è progettata all’interno del nuovo insediamento di Metanopoli, eretto dal 1952 a San Donato Milanese per volere di Enrico Mattei per ospitare la sede direzionale dell’ENI e le abitazioni dei suoi dipendenti. La realizzazione della chiesa è un esempio della politica di rinnovamento dell’arcivescovo Montini portata avanti in qualità di cardinale di Milano (1955-63): se egli si propone di coniugare la bellezza estetica con la bellezza trascendentale, trova in Enrico Mattei un potente alleato, sia come mecenate di artisti, sia come presidente del Comitato Nuove Chiese, costituito nel 1954 e braccio operativo della Diocesi. L’edificio religioso si affaccia su un’ampia piazza posta a lato della principale via d’acceso del quartiere. In un contesto quindi riparato dal grande traffico, l’impianto urbano è completato da un campanile alto quarantacinque metri, rivestito in pietra e collocato in posizione isolata sul lato destro della chiesa. Sul lato sinistro infine sono presenti la casa parrocchiale e, ad un livello inferiore, il battistero rivestito anch’esso in pietra. La chiesa è dedicata alla patrona dei minatori, che ben rappresenta la protezione richiesta per i dipendenti di una società di idrocarburi.

Facciata principale

La facciata a capanna è composta da un porticato scandito da piccoli muri rivestiti in pietra e da una orditura geometrica in cui sono inseriti pannelli cementizi su sfondi colorati, il cui effetto richiama le cattedrali toscane. Completano la composizione tre guglie che ricordano le guglie del Duomo di Milano.

Organizzazione interna

L’interno è composto da una grande navata centrale e altre due laterali; esse si presentano come piccole cappelle in successione e collegate tra loro. La loro copertura è una balconata che continua anche sul lato della facciata d’ingresso. Questo moderno matroneo permette la visione dell’altare da una posizione più elevata ed esprime il senso di collegialità dei fedeli intorno al luogo della celebrazione. Lo spazio interno è definito in altezza da coperture a diversi livelli: sia la parte iniziale che la parte terminale sono più alte e terminano con un soffitto a doppia falda dotato di lucernari. La diversa ampiezza degli ambienti crea una sequenza precisa di spazi. Il fedele infatti all’entrata è accolto nell’ombra, a causa del primo lucernario che illumina il lato corto del matroneo e per via del soffitto ribassato dell’aula assembleare. La parte terminale invece è ben illuminata grazie all’alta copertura e all’estensione del corpo trasversale, il quale ospita l’altare e altre panche ai lati. In questo vero e proprio transetto lo spazio è dominato dal mosaico parietale che risalta ad arte grazie al lucernario in copertura.

Caratteristiche strutturali

La chiesa è costruita interamente in cemento armato, con lunghezze piuttosto consistenti delle travi per garantire uno spazio ampio e una visione globale all’interno dell’edificio.

Aspetti liturgico-pastorali

L’attenzione è focalizzata sullo spazio dell’altare la cui parete di fondo si presenta come un ideale scenario per l’intero ambiente liturgico, definito da una calibrata progettazione degli elementi di illuminazione. La scelta di progettare le cappelle e il matroneo al livello superiore riesce a delimitare con precisione lo spazio in cui si collocano i fedeli e, allo stesso tempo, definisce con uno stacco netto l’ambiente per la celebrazione, il quale sembra aprirsi di colpo e appare molto più esteso: l’effetto viene garantito non solo dal gioco di coperture già citato, ma anche dal disegno del mosaico che denota una progettazione in stretto contatto con i numerosi interventi artistici.

Opere d’arte

La statua di Aldo Caron situata nella piazza antistante è la prima opera d’arte che il fedele riconosce. Il portale d’ingresso è realizzato in bronzo dai fratelli Arnaldo e Gio Pomodoro e raffigura la vita di Santa Barbara. Il mosaico della Crocifissione che occupa l’intera parete di fondo è realizzato da Fiorenzo Tomea ed è costituito da elementi eseguiti a terra e poi assemblati. Di fronte al mosaico è presente una vetrata di Rizzo con il tema della Resurrezione del Signore, che completa la rappresentazione del mistero pasquale. L’altare maggiore in marmo veneziano e in oro si contrappone al tabernacolo in legno antico con piccoli pannelli in rame scolpiti; questo arredo, unito ai due massicci candelabri, è stato realizzato dai fratelli Pomodoro. La decorazione del soffitto ribassato è affidata ai pannelli di Andrea Cascella che raffigurano immagini paleocristiane stilizzate, prive di cornici per evitare l’effetto “cassettonato” tipico delle chiese rinascimentali e barocche, mentre i bronzi della Via Crucis incastonati nella parete sono ad opera di Pericle Fazzini. Nelle cappelle di destra si può trovare in successione un bassorilievo ligneo di Sante Rossi, tre statue in bronzo di Augusto Perez e il dipinto della Madonna con bambino fra gli Angeli di Bruno Cassinari. Nelle cappelle di sinistra sono presenti invece pannelli dipinti da Franco Gentilini sulla vita di Sant’Antonio e una tela con la Santa dipinta da Francesco Boccardo. Infine sui gradini che portano all’altare è visibile una scultura in legno rappresentante la Madonna con bambino di don Marco Melzi, mentre la sede del leggio è arricchita da uno smalto su rame di Cappello.

Breve vita Autore

L’architetto Mario Bacciocchi ha progettato diverse opere tra le due guerre e nei decenni successivi; vale la pena ricordare il Liceo Melchiorre Gioia a Piacenza (1933-37) e la torre di appartamenti in piazza Repubblica a Milano (1936-39). Dopo la parentesi bellica ha modo di confrontarsi anche a livello internazionale con progetti che lo vedono coinvolto in India (piano regolatore per la città di Gandidham) e in America (realizzazione della Cittadella Sacra a Boston).

Altri progetti sacri

L’architetto ha modo di confrontarsi con il tema dell’architettura sacra tramite le chiese di Sant’Ignazio di Loyola (1962-63) e Sant’Angela Merici (1958-60), entrambe a Milano.