La chiesa di Marco Contini è il progetto vincitore del concorso “Tre chiese per il 2000”indetto dalla Diocesi nel 1989 per il quartiere Valera di Varedo.Il complesso è composto da diversi volumi raccordati da un sistema di cortili e porticati.L’edificio religioso, segnalato da un alto campanile, è caratterizzato da un recinto ligneo sospesoche racchiude l’aula assembleare, facendo ricadere la luce ai lati dell’ambiente.Il Crocifisso ligneo sopra l’altare è di Daniele Morini

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Impianto urbanistico e contesto di riferimento

Il progetto è risultato vincitore del concorso “Tre chiese per il 2000” indetto dalla Diocesi di Milano nel 1989 e inserito nel più grande “Piano Montini” per venticinque nuovi complessi parrocchiali, attivo negli stessi anni. In origine l’area messa a disposizione era composta da due lotti separati da via Friuli ma grazie ad accordi con l’amministrazione comunale la committenza è stata in grado di concentrare tutti gli edifici nell’area più grande e di sviluppare in quella più piccola una piazza pedonale ed alberata. Il complesso che è stato infine costruito è frutto di un dialogo continuo tra i progettisti e la commissione per poter sviluppare in piena sintonia un’architettura religiosa che sappia interagire con il paesaggio urbano e che sappia rispondere alle esigenze della comunità, con la quale è stato avviato un intenso confronto. Essa si presenta come un importante punto di riferimento per il quartiere periferico Valera, il quale ha conosciuto un rapido sviluppo alla fine degli anni Ottanta senza che questo avvenisse in armonia con il centro storico del paese di Varedo di cui esso fa parte. La scelta di un andamento lineare, caratterizzato dai piccoli edifici che si susseguono lungo la via, indica la volontà di integrare il centro parrocchiale con l’edilizia circostante: un’operazione possibile senza per questo rinunciare ad una precisa identità, data dalla combinazione di volumi architettonici e spazi aperti. Il complesso è formato dalla chiesa e da tre edifici che ospitano la casa del sacerdote, i servizi parrocchiali e l’oratorio. Le diverse parti sono collegate tra loro da un doppio percorso: uno esterno, rivolto verso via Friuli e segnato da un muro continuo, l’altro costituito da un porticato interno affacciato sui campi sportivi.

Facciata principale

Il progetto non prevede una vera e propria facciata principale poiché viene immaginato come un insieme di più edifici che, allo stesso tempo, presentano accessi separati. La chiesa risulta l’opera più interessante non solo perché rappresenta la testata di questo percorso, ma poiché è concepita con due facciate differenti. La prima, rivolta verso via Friuli, ha un preciso carattere urbano e si affaccia sulla piazza collocata oltre la via: è composta da una superficie muraria massiccia alla quale si aggiunge il corpo cilindrico del battistero tagliato da una croce. La seconda invece è composta da un alto porticato affacciato sul sagrato esterno; quest’ultimo è recintato da un muro in mattoni ed è indicato dal campanile. In questo modo viene creato uno spazio intimo che accoglie i fedeli e li prepara alla funzione. Questa superficie non presenta alcuna decorazione e si distingue dalle altre grazie all’intonaco bianco della parte superiore che risalta sulla fascia basamentale in mattoni lasciati a vista.

Organizzazione interna

Lo spazio interno ha una pianta quadrata racchiusa da un recinto ligneo sospeso. Questa schermatura permette di definire l’ambiente di raccolta dei fedeli e del celebrante e, contemporaneamente, nasconde la vista dei lucernari sulla fascia superiore del volume. Inoltre è progettata in modo da far cadere luce artificiale lungo i bordi della sua superficie. Il risultato è uno spazio semplice avvolto nella luce con un confine preciso che pure resta aperto: un corridoio ruota intorno all’aula dei fedeli e dietro l’altare, permettendo la comunicazione continua in ogni parte della chiesa. La dimensione domestica viene rafforzata dallo spazio dedicato alla celebrazione: questo è collocato in posizione centrale e sopraelevata; viene inoltre arricchito da un leggio, da un altare e da un sedile disegnati con carattere sobrio ed elegante. Alle spalle di questo spazio è presente uno schermo che lascia intravedere le finestre della cappella eucaristica e la porta che introduce all’attraversamento dell’intero complesso. A sinistra si entra nel corpo autonomo del battistero: il piccolo corridoio vetrato conduce in uno spazio circolare suggestivo per la luce che arriva da un’asola in copertura e dal taglio a forma di croce visibile dall’esterno. Infine sono presenti ai quattro angoli piccoli vani per la confessione, accessibili dal corridoio prima citato. A fianco dell’altare, opposto al battistero, si trova un organo a canne, mentre lungo i due lati paralleli alla via sono ricavati nella fascia basamentale alcuni piccoli spazi illuminati da feritoie che fungono da cappelle laterali.

Caratteristiche strutturali

Gli edifici vengono costruiti con struttura in mattoni pieni che garantiscono un carattere di solidità al complesso e un adeguato isolamento acustico per gli ambienti interni. La copertura piana della chiesa viene sorretta da travi in acciaio, così come il porticato d’ingresso, sostenuto da pilastri circolari dello stesso materiale. Buona parte dei volumi vengono lasciati con mattone a vista, ma alcune porzioni superiori vengono ricoperte da uno strato di intonaco bianco.

Aspetti liturgico-pastorali

Il progetto nasce dall’idea di creare un semplice spazio di raccolta per una comunità in formazione senza che essa rinunci ad avere un rapporto con la dimensione sacra. I continui tagli di luce nascosti ai fedeli hanno il merito di annullare l’effetto di chiusura di un volume scatolare e di caricarlo, nella sua apparente sospensione, di un significato nuovo; inoltre la luce ha il preciso compito non tanto di alimentare un effetto scenografico quanto di definire la gerarchia degli spazi liturgici. Il rapporto con l’ambiente dato dalle diverse aperture tradisce il desiderio di ricreare un ambiente ecclesiale fortemente radicato nel territorio e suggerisce il carattere generale del complesso che si fonda sulla continua interazione tra spazi chiusi e spazi aperti.

Opere d’arte

Gli arredi interni sono disegnati dagli architetti con l’iniziale collaborazione di Carlo Mattioli fino alla morte di quest’ultimo; essi concepiscono, tramite linee essenziali e strutturali, opere in armonia con l’ambiente in cui sono collocati: il leggio e l’altare ne sono un valido esempio. Il Crocifisso al di sopra del luogo della celebrazione è realizzato da Daniele Morini, mentre sono presenti diverse immagini devozionali nelle cappelle laterali: Santa Rita e Sant’Antonio da Padova sono ad opera dell’artista rumeno Popescu. Dalla precedente chiesa provvisoria sono state portate le statue di San Giuseppe e la Via Crucis. Il confronto con la comunità ha permesso l’inserimento di una statua mariana e dell’organo a canne in un punto non condiviso dai progettisti poiché, secondo il loro parere, essi annullerebbero l’effetto di sospensione della parete lignea.

Breve vita Autore

Marco Contini è un architetto che ha realizzato vari progetti edilizi pubblici e privati con una particolare attenzione alla progettazione nella città storica e alle tecnologie edilizie. La sua opera si occupa anche della relazione tra architettura e paesaggio. Le opere più significative sono il centro culturale polivalente (1990-95) e il complesso residenziale Tosini (1997-98) a Langhirano, Parma; il giardino per l’infanzia e il percorso naturale a Gaiano, Parma (1997) e la scuola primaria a Felina, Parma (2005-08).

Altri progetti sacri

Il progettista si è misurato con il tema dell’architettura sacra durante il concorso per il nuovo complesso parrocchiale di Santa Maria a Castel di Lama, Ascoli Piceno (2007), ora in costruzione.